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Consegna del Green Pass al datore di lavoro

La nuova legge 19 novembre 2021, n. 165 di conversione del decreto-legge n. 127/2021 apporta alcune novità circa gli obblighi e controlli relativi ai green pass nei luoghi di lavoro.


Le principali novità in materia di obbligo di green pass nel mondo del lavoro riguardano i seguenti argomenti:
1. La consegna del green pass e la semplificazione dei controlli
2. Le novità per la formazione e per i lavoratori in somministrazione
3. La scadenza del green pass e le campagne di sensibilizzazione

La consegna del green pass e la semplificazione dei controlli
Questa è una delle novità più rilevanti che porterebbero a semplificare l’organizzazione delle attività di controllo legate al possesso della certificazione verde COVID-19 da parte dei lavoratori.
E’ stato modificato l’articolo 1 del DL 127/2021 (Disposizioni urgenti sull’impiego di certificazioni verdi COVID-19 in ambito lavorativo pubblico), con riferimento al nuovo comma 5, art. 9 quinquies introdotto dal DL 165/2021 nel decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, che riporta alla fine la seguente disposizione:
Al fine di semplificare e razionalizzare le verifiche di cui al presente comma, i lavoratori possono richiedere di consegnare al proprio datore di lavoro copia della propria certificazione verde COVID-19. I lavoratori che consegnano la predetta certificazione, per tutta la durata della relativa validità, sono esonerati dai controlli da parte dei rispettivi datori di lavoro”.
La possibilità della consegna, da parte dei lavoratori, del green pass ai datori di lavoro, è presente anche nel nuovo articolo 3 (Disposizioni urgenti sull’impiego di certificazioni verdi COVID-19 in ambito lavorativo privato).
CRS Consulting rimane a disposizione per approfondire gli aspetti legati alla Privacy e relativi alla conservazione delle certificazioni.


Le novità per la formazione e per i lavoratori in somministrazione
Sono state introdotte altresì modifiche all’articolo 3, relativo al lavoro privato, e che riguardano la formazione e i lavoratori in somministrazione.
Si parte dai commi modificati dalla legge di conversione, con riferimento in questo caso all’art. 9 septies introdotto dal DL 165/2021, nel decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52:
• modifica del comma 1, capoverso art. 9-septies – comma 2: “La disposizione di cui al comma 1 si applica altresì a tutti i soggetti che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa o di formazione , anche in qualità di discenti, o di volontariato nei luoghi di cui al comma 1, anche sulla base di contratti esterni”.
• modifica del comma 1, capoverso art. 9-septies – comma 4: “I datori di lavoro di cui al comma 1 sono tenuti a verificare il rispetto delle prescrizioni di cui ai commi 1 e 2. Per i lavoratori di cui al comma 2 la verifica del rispetto delle prescrizioni di cui al comma 1, oltre che dai soggetti di cui al primo periodo, è effettuata anche dai rispettivi datori di lavoro. Per i lavoratori in somministrazione la verifica del rispetto delle prescrizioni di cui al comma 1 compete all’utilizzatore; è onere del somministratore informare i lavoratori circa la sussistenza delle predette prescrizioni”.

La scadenza del green pass e le campagne di sensibilizzazione
Il nuovo articolo 3-bis è relativo alla scadenza delle certificazioni verdi COVID-19 in corso di prestazione lavorativa.
Il nuovo articolo indica che dopo l’articolo 9-octies del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52 è inserito il seguente articolo: Art.9-novies. – (Scadenza delle certificazioni verdi COVID-19 in corso di prestazione lavorativa) che indica che “Per i lavoratori dipendenti pubblici e privati la scadenza della validità della certificazione verde COVID-19 in corso di prestazione lavorativa non dà luogo alle sanzioni previste, rispettivamente, dagli articoli 9-quinquies, commi 7 e 8, e 9-septies, commi 8 e 9. Nei casi di cui al precedente periodo la permanenza del lavoratore sul luogo di lavoro è consentita esclusivamente per il tempo necessario a portare a termine il turno di lavoro».

Il nuovo articolo 4-bis prevede che i datori di lavoro pubblici e privati possano promuovere campagne di informazione e sensibilizzazione sulla vaccinazione.
Si indica che (comma 1) “al fine di garantire il più elevato livello di copertura vaccinale e al fine di proteggere, in modo specifico, i soggetti a rischio, fino alla data di cessazione dello stato di emergenza, i datori di lavoro pubblici e privati possono promuovere campagne di informazione e sensibilizzazione sulla necessità e sull’importanza della vaccinazione anti-SARS-CoV-2. Le campagne di informazione sono dirette alla tutela della salute dei dipendenti e al contrasto e al contenimento della diffusione dell’infezione da SARS-CoV-2 negli ambienti di lavoro”.
In particolare (comma 2) “le amministrazioni pubbliche provvedono alle attività previste dal presente articolo con le risorse umane, strumentali e finanziarie previste a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica”. E (comma 3) per le finalità di cui al presente articolo i datori di lavoro “si avvalgono del medico competente nominato ai sensi dell’articolo 18, comma 1, lettera a) , del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81”.

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